Yamamoto Nutrition

Vitamina D3

30 cps

La vitamina D è una vitamina liposolubile, chiamata "calciferolo", presente nell'organismo umano in due forme: come ergocalciferolo (vitamina D2) e colecalciferolo (vitamina D3).

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Vitamina D3
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Vitamina D3

30 cps

Tabella Nutrizionale:

Analisi media Per dose giornaliera (1 capsula)
Vitamina D3

50 µg (1000% AR*) (2000 UI)


*AR = Assunzioni di Riferimento
UI = Unità Internazionali

ingredienti:

agente di carica: cellulosa microcristallina; capsula (gelatina, colorante: biossido di titanio), colecalciferolo (vitamina D), agenti antiagglomeranti: sali di magnesio degli acidi grassi, biossido di silicio.

descrizione del prodotto:

Molte persone conoscono la Vitamina D per gli effetti benefici che è in grado di apportare alle ossa, ma la ricerca ha dimostrato che questo è solo uno dei tanti effetti che questa vitamina ha nel nostro organismo e di come una sua carenza sia cosi diffusa e correlata a varie problematiche della salute. La vitamina D è una vitamina liposolubile, chiamata "calciferolo", presente nell'organismo umano in due forme: come ergocalciferolo (vitamina D2) e colecalciferolo (vitamina D3).

 

La vitamina D 2 è presente negli alimenti di origine vegetale e viene assunta attraverso l'alimentazione; la vitamina D3 invece viene sintetizzata attraverso la pelle, grazie all'esposizione ai raggi solari, ed è presente nei prodotti di origine animale. Le sue proprietà sono molte anche perché nonostante il nome la definisca una vitamina, in realtà è un "para-ormone" in quanto eserciti la sua attività su organi e apparati, proprio in modo simile a un ormone.

 

Tantissimi dati scientifici stanno facendo emergere che la vitamina D svolga un ruolo fondamentale nella prevenzione delle malattie. Basti solo pensare che ci sono circa 30.000 geni nel corpo, e la vitamina D si trova addirittura in quasi 3.000 di essi, così come i recettori della vitamina D si trovano in tutto il corpo. In primo luogo, è fondamentale per l'apparato scheletrico, stimola l'assorbimento di calcio e fosforo, oltre a favorirne il deposito; ruolo che risulta essenziale sia per i bambini in tutta la fase di crescita, come poi pure durante tutto il corso della vita come adulti, dove è fondamentale per mantenere le ossa forti e fisiologicamente sane, agendo come contrasto all'osteoporosi. Quello che sorprende di più sono dati scientifici sconcertanti che danno il 50% della popolazione carente di vitamina D, ovvero che presenta un valore sierico di 25(OH)D inferiore a 30 ng/ml. Praticamente emerge che il 100% di persone affette da malattie hanno carenze anche più gravi sotto a 20 ng/ml. Andando ancora più nello specifico, quasi il 60% degli adulti (e addirittura l'80% degli anziani) ha una carenza di vitamina D come sostengono i dati allarmanti della Fondazione internazionale di osteoporosi e della Società italiana osteoporosi.

 

I soggetti più a rischio sono gli anziani la cui pelle è meno efficiente nel convertire i raggi solari in vitamina D, chi è in sovrappeso (dato che la vitamina D è liposolubile) e ovviamente chi fa una vita sedentaria e usa creme solari d'estate (impediscono alla pelle di produrre la vitamina D). Dalle ultime ricerche è emerso un altro dato allarmante: sei bambini su dieci sono carenti di Vitamina D, chi in forma lieve, chi invece in maniera più seria. Questa carenza è una chiara conseguenza degli stili di vita dei nostri bambini che trascorrono la maggior parte del tempo in luoghi chiusi. Invece di stare all'aria aperta, i bambini passano molte ore davanti agli schermi di computer o a giocare a videogiochi, tutte attività che sicuramente non stimolano la produzione di vitamina D.

 

Abbiamo accennato alla luce solare in correlazione alla produzione di vitamina D perché è proprio sintetizzata dall'organismo grazie alla luce solare. Infatti, circa l'80% del fabbisogno verrebbe sintetizzato attraverso la pelle: ecco perché stare all'aria aperta è importante, anche se oggi passiamo la maggior parte del tempo a scuola, in ufficio, in casa o comunque in luoghi chiusi. Per produrre la quantità di vitamina D necessaria, all'organismo sono sufficienti 15 minuti di esposizione quotidiana (ai fototipi scuri serve qualche minuto in più perché la pelle scura ne sintetizza di meno).

 

La ragione infatti per cui noi tendiamo ad ammalarci di più di patologie di tipo infettivo d'inverno ha una stretta correlazione con i bassi livelli di vitamina D che abbiamo d'inverno, proprio perché è maggiormente modo prodotta attraverso l'esposizione della pelle alla luce solare e quella che assumiamo attraverso gli alimenti è abbastanza irrisoria o comunque non è determinante al fabbisogno necessario. Inoltre non è un caso che si associ all'esposizione il concetto di salute e buon umore, in quanto la vitamina D è essenziale per stimolare la produzione di endorfine, serotonina e dopamina, i neurotrasmettitori che modulano il tono dell'umore, contrastando così i fenomeni depressivi.

 

A dimostrazione della vastissima poliedericità di questa vitamina emerge da recenti studi che dimostrano come una carenza di vitamina D sia collegata anche ad un maggior rischio d'infarto e d'insufficienza cardiaca, e non solo. Ma bassi livelli di vitamina D sarebbero associati anche a un'evoluzione più sfavorevole della patologia nelle persone colpite da infarto. In linea generale, la carenza di vitamina D è associata a un maggior rischio di sviluppare diabete, infatti la vitamina D è uno dei fattori in grado di controllare la secrezione insulinica, ipertensione, e ipercolesterolemia, tutti fattori di potenziale rischio cardiovascolare. Altro importante aspetto è quello legato alla sua azione modulante l'attività del sistema immunitario.

 

Una carenza di vitamina D si associa infatti a una maggiore predisposizione alle infezioni, come ad esempio alla tubercolosi che nel primo decennio del secolo scorso, prima dell'era degli antibiotici, veniva curata "al sole" presso i cosiddetti ospedali "elioterapici", ad alcune malattie autoimmuni, come la sclerosi multipla, le malattie infiammatorie intestinali e le artriti infiammatorie. Assumere vitamina D ha una certa influenza anche per la sintesi del testosterone negli uomini, intervenendo a favore di maggior fertilità. Essa fa bene anche al cervello, prevenendo il rischio di malattie neurodegenerative come Alzheimer o Parkinson e migliorando le funzioni cognitive, in particolare la memoria e la fluenza verbale, e sembra diminuire il rischio di depressione negli anziani. Una vitamina davvero "tuttofare".

 

Purtroppo però, oltre a non aver sempre a disposizione la possibilità di esporsi costantemente al sole in tutti i mesi dell'anno per fornirci dell'importante fabbisogno giornaliero, "tamponare" con l'alimentazione spesso non è sufficiente, visto che gli alimenti naturalmente ricchi di vitamina D non sono molti e contribuiscono solo per il 20% a coprire il fabbisogno. Quelli che ne contengono di più sono di origine animale come l'olio di fegato di merluzzo (somministrato ai bambini in età scolare, fino a qualche tempo fa, per prevenire il rachitismo), il pesce azzurro (salmone, tonno, merluzzo, sgombro, sardine, aringhe etc.), ma anche pesce spada, cernia, molluschi, bottarga e caviale, meglio se provenienti da pescato libero, nella carne (particolarmente nelle frattaglie), e sebbene in quantità inferiori, nel tuorlo d'uovo e nel burro e lo yogurt.

 

Nei vegetali, fatta eccezione per i funghi, che ne contengono parecchia (2,6 microgrammi pari a 104 UI in ogni etto), scaarseggia: tracce trascurabili sotto forma di D2 però, ci sono nelle verdure a foglia verde, nei legumi, nella frutta secca e nei semi di girasole. Da non dimenticare, infine, che gli acidi grassi monoinsaturi, come quelli dell'olio extravergine d'oliva, ne migliorano l'assorbimento (la vitamina D, come detto all'inizio, è liposolubile). Per questi motivi limitanti, è sempre più diffuso il fatto di poter assumere sottoforma di integratore alimentare la vitamina D, pratica relegata fino a non molto tempo fa ai neonati, ai bambini, alle donne in pre e menopausa o agli anziani con problemi di osteoporosi.

L'integratore alimentare Vitamina D3 prodotto da Yamamoto® Research, può essere utilizzato in tutti i casi di aumentato fabbisogno o diminuito apporto con la dieta di vitamina D che apporta 50 mcg per capsula pari a 2000 UI di colecalciferolo (forma D3 della vitamina D).

istruzioni:

una capsula o due al giorno (a seconda delle necessità e/o della prescrizione dello specialista), accompagnata da un abbondante sorso d'acqua, preferibilmente durante i pasti.
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